ORDINE ARCHITETTI MILANO

30 Agosto 2025         politica        

Architetti Metropolitani è la lista di 15 architetti iscritti all’Albo di Milano che si candida per dare un segno di discontinuità all’interno degli organi direttivi dell’Ordine degli Architetti di Milano.

 

Dodici anni fa ho avuto modo di sperimentare per la prima volta una tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Architetti. Una candidatura che arrivava sull’onda di un periodo di grande attivismo politico tra cui la campagna elettorale che ha portato Giuliano Pisapia a diventare sindaco di Milano.
All’epoca, grazie alla radicalità del programma e ad un certo impeto partecipativo, si pose con forza la necessità di un sano ricambio democratico degli organi elettivi, pur in assenza di urgenze legate alla cronaca. Oggi, il perdurare di un mancato ricambio ha aggravato la salute dell’Ordine, fino ad esplodere nei fatti recenti che hanno visto il segretario dell’Ordine arrestato e ancora ai domiciliari, ex consiglieri e un ex presidente indagati in più filoni d’inchiesta, nonché un attuale presidente pressoché silente davanti alle vicende giudiziarie dell’urbanistica.
Stante una reputazione pubblica di tutti noi architetti violata e compromessa, credo che non si possa restare indifferenti. La candidatura a sostegno di un rinnovo del Consiglio è il minimo di un’azione politica non più procrastinabile.
Urge tirare una linea di demarcazione netta e fare in modo che l’Ordine lasci alle spalle tutte le ambiguità accumulate, rinnovando in toto il proprio Consiglio, puntando a persone prive di conflitti d’interessi e con una visione politica limpidamente a favore del Bene Comune.
L’Ordine deve avere sempre chiara la natura del suo mandato: tutelare i cittadini. Per questo l’Ordine degli Architetti è nato cento anni fa, per essere organo di garanzia dei cittadini nei confronti dell’operato degli architetti stessi.
Dove per cittadini non si intendono solamente i committenti privati d’architettura, bensì tutta la popolazione, che dagli architetti deve aspettarsi un ruolo positivo per quanto concerne la trasformazione del territorio.
Urge azzerare ogni connivenza con il “sistema” e senza temere possibili conflitti, ribadire un posto di primo piano nel dibattito civico dato dal peso delle proprie idee e da una cristallina opera di difesa del bene pubblico.

 

 

 

 

Il mio contributo si colloca principalmente in tre tematiche:

 

1_Ruolo pubblico
Stante una consolidata partecipazione progettuale con gli organi del Comune di Milano come commissioni consiliari, assessorati, direzione specialistiche, nonché le società partecipate, in particolare MM spa e AMAT srl, mi trovo a mio agio su questioni politiche generali di sviluppo urbanistico.
Ritengo che l’Ordine debba alzare il suo profilo, oggi troppo legato a difese corporativistiche o peggio a prese di posizione non imparziali e dall’ambiguo interesse.
Nel dibattito pubblico le posizioni assunte devono essere libere e cristalline, informate da ideali forti come la qualità dell’architettura pubblica, l’aumento della consapevolezza e della partecipazione pubblica in tutte le fasce della popolazione. In una parola: il Bene Comune.

 

2_Comunità di professionisti
Da fondatore del coworking “Unità di Produzione”, uno spazio di lavoro condiviso principalmente da architetti, ho una decennale esperienza nel dialogo con quei colleghi che compongono il vasto panorama lavorativo che si cela sotto l’etichetta “architetto professionista”. Un ordine che vuole rappresentare tutti i suoi iscritti deve avere la capacità di ascoltare architetti specializzati nei più svariati campi e favorire alleanze interdisciplinari che supportino l’operato degli studi medio piccoli con ardore mutualistico.
Per farlo deve trasformarsi in un luogo più aperto e meno ingessato. Abbandonare la costosa e spazialmente carente sede di via Solferino per un edificio pubblico che sia agorà d’incontro della comunità metropolitana.

 

3_Promozione Concorsi
Da incallito partecipante a concorsi di progettazione e premi di architettura, mi confronto quotidianamente con ogni sfumatura di queste procedure che reputo ancora lungi dal trovare un assetto organizzativo soddisfacente. Seguendo i principali dibattiti riguardanti le procedure tramite piattaforme informatiche, la nomina delle giurie, l’integrazione con il codice degli appalti è evidente che ci sia tantissimo lavoro da fare.
Il Consiglio di Milano deve tornare a svolgere un ruolo chiave a livello nazionale nella promozione dei concorsi di progettazione e nella loro inclusione all’interno della tanto agognata Legge sull’Architettura.
Il portale “Concorrimi” deve trovare un rilancio operativo che favorisca la progettazione colta e autoriale di studi medio-piccoli, ponendo fine alla recente concentrazione di aggiudicazioni in favore di studi celebri o peggio ancora alla pubblicazione di bandi con soglie alla partecipazione che nulla hanno a che vedere con le potenzialità dello strumento.
Il portale “Concorrimi” dovrebbe poi implementare la sua attività a valle delle aggiudicazioni, promuovendo mostre, dibattiti pubblici e non da ultimo vigilanza sulla realizzazione fisica dei progetti vincitori.

 

Se sei iscritto nell’Albo di Milano trovi a questo link le istruzioni per votare.

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