SCUOLA A BIASSONO

       

Localizzazione_Biassono, Monza Brianza

Anno_2025

Dimensioni_7450 mq

Committente_Comune di Biassono

Prestazione_Concorso di progettazione

Il senso di costruire una nuova scuola è legato all’obiettivo di tradurre architettonicamente la salutare brezza d’innovazione pedagogica dei nostri anni. A partire dall’aula fino alla concezione globale dell’edificio, la nuova scuola è un luogo sensorialmente stimolante in cui far crescere i bambini. La vecchia impostazione novecentesca, basata sulla lezione frontale, l’ordine e la disciplina, lascia il posto ad un approccio cucito a misura sulle più avanzate conoscenze della psiche dei bambini.

Inserimento urbanistico e paesaggistico 
Il lotto individuato dal bando non è uno “scarto urbanistico” bensì un luogo con una sua forma riconoscibile e un suo impatto estetico: un quadrato vasto e regolare in mezzo a tante emergenze edilizie di piccola scala. Il progetto mira a preservare tale potenza geometrica, la bellezza tetragona dal vasto respiro del grande prato. Lo fa portando in dote al progetto la forma quadrata e lasciando il centro del lotto vuoto.
Biassono è una cittadina composta da edifici bassi intervallati da abbondante vegetazione. Pur nella corposità del programma richiesto, abbiamo concepito una scuola di limitata altezza, che si sviluppa orizzontalmente per inserirsi con armonia nel profilo volumetrico del tessuto urbano circostante. La futura scuola primaria è pensata per essere, prima di tutto, un luogo pubblico. L’investimento che la collettività affronta per costruire una nuova scuola non si giustifica solo con l’esigenza di nuovi ambienti d’apprendimento al passo con le evoluzioni della pedagogia, ma anche con la capacità di donare nuovi spazi alle comunità locali. Per questo la scuola è concepita come un autentico centro civico il cui impianto tipologico/formale è quello dei grandi cascinali tradizionali della Brianza: Una grande aia contornata da portici. Le similitudini morfologiche si limitano naturalmente al campo dell’astrazione geometrica, non vi è nessuna concessione al revival storico. Al contrario l’edificio esprime un linguaggio contemporaneo e iconico, riconoscibile come emergenza architettonica da tutti i cittadini.
La concezione insediativa tradizionale, basata sull’occupazione della parte centrale di un lotto cintato con dei volumi, lasciando ritagli verdi ai bordi è sostituita da un gesto unico e forte.
Come un grande abbraccio, viene concentrato l’edificato sulle aree laterali, lasciando il centro libero. La richiesta di istituire un “Parco delle Generazioni” e la citazione della biourbanistica nel criterio 1 ha portato alla creazione sulla copertura della scuola di una grande giardino pubblico che ascende dalla quota marciapiede del portico d’ingresso, come se il suolo venisse intagliato con la forma della scuola e sollevato verso l’alto da una sola estremità della sagoma. Superando la tradizionale concezione oppositiva edificio/natura che segna ogni nuova costruzione su terreno vergine, la scuola è al medesimo tempo edificio e suolo drenante piantumato. Lavorando come un periscopio, il moto ascensionale del parco, porta bambini e adulti a guadagnare una visione inedita della propria città e del paesaggio circostante. La parte sommitale del parco “buca” la bassa altimetria dell’edificato circostante e regala allo sguardo una sorprendente vista del vicino Parco di Monza, dei grattacieli di Milano e più lontano del meraviglioso arco alpino. Il periscopio, come strumento per vedere più in alto della propria statura, asseconda la curiosità di vedere cosa c’è oltre il proprio piccolo mondo. Una curiosità che è presupposto per iniziare il cammino di crescita scolastica.

Innovazione didattica tangibile
Il senso di costruire una nuova scuola è legato all’obiettivo di tradurre architettonicamente il vento d’innovazione pedagogica dei nostri anni. A partire dall’aula fino alla concezione globale dell’edificio, la nuova scuola è un luogo sensorialmente stimolante in cui far crescere i bambini. La vecchia impostazione novecentesca, basata sulla lezione frontale, l’ordine e la disciplina, lascia il posto ad un approccio cucito a misura sulle più avanzate conoscenze della psiche dei bambini.

Un grande centro civico
La concezione insediativa tradizionale, basata sull’occupazione della parte centrale di un lotto cintato con dei volumi, lasciando ritagli verdi ai bordi è sostituita da un gesto unico e forte.
Come un grande abbraccio, viene concentrato l’edificato sulle aree laterali, lasciando il centro libero con tutte le funzioni che vi gravitano intorno. In questo modo è lo spazio di comunità al centro della scena, con le funzioni condivise di biblioteca, bar, palestra e accesso al parco, concentrate verso via Locatelli.

Un parco sopra l’edificio
La richiesta di istituire un “Parco delle Generazioni” e la citazione della biourbanistica nei criteri ha portato alla creazione sulla copertura della scuola di una grande giardino pubblico che ascende dalla quota marciapiede del portico d’ingresso, come se il suolo venisse intagliato con la forma della scuola e sollevato verso l’alto da una sola estremità della sagoma. Viene così superata la tradizionale concezione oppositiva edificio/natura che segna ogni nuova costruzione su terreno vergine. La scuola è al medesimo tempo edificio e suolo drenante piantumato.

Il Periscopio
Lavorando come un dispositivo di elevazione dello sguardo, il moto ascensionale del parco, porta bambini e adulti a guadagnare una visione inedita della propria città e del paesaggio circostante. La parte sommitale del parco “buca” la bassa altimetria dell’edificato circostante e regala allo sguardo una sorprendente vista del vicino Parco di Monza, dei grattacieli di Milano e più lontano del meraviglioso arco alpino.