LOGITECH

       

Localizzazione_Via Grosio, Milano

Anno_2019

Superficie_270 mq

Prestazione_Progettazione preliminare ed esecutiva, direzione lavori

 

Nel contesto del radicale rinnovamento d’immagine che Logitech ha intrapreso da qualche anno, studio Hypnos è stato chiamato per ridisegnare da zero la sede italiana.

Dall’immagine di produttore di periferiche PC dal prezzo accessibile benché perfettamente costruite, da qualche anno Logitech si sta distinguendo nell’offerta di un altissimo livello di design. Questa trasformazione l’ha vista quadruplicare i profitti e moltiplicare il valore delle azioni, facendo contemporaneamente incetta di premi di design.
Il rinnovo del design dei prodotti si è portato dietro una nuova grafica aziendale, una rinfrescata comunicazione aziendale, cosicché non poteva mancare il rinnovamento architettonico delle sedi aziendali sparse ai quattro angoli del pianeta.

Lo stato di fatto dell’ufficio milanese, in cui già operava la filiale italiana, era quanto di più lontano dall’immagine di tech company che ci si aspetterebbe di trovare. Pavimento in finto legno doussiè, controsoffitto a quadrotte in fibra minerale, mobiletti impiallacciati ed espositori da supermercato disposti in maniera piuttosto casuale in un grande stanzone.
Il brief della committenza prevedeva sedici postazioni in openspace, tre meeting room, due phoneboot, uno spazio ristoro e un’area di accoglienza dove poter dislocare i prodotti di punta dell’azienda, una sorta di demo room per i visitatori. Al di là dei dati funzionali, c’era in ogni caso un obiettivo ben preciso: rivoluzionare completamente l’impatto estetico dell’ufficio.
Il grande openspace viene diviso in due parti. La prima area è un’agorà che accoglie il visitatore, dando al contempo uno spazio d’incontro informale per i dipendenti.
Attraversando un’area filtro in cui trovano spazio le phoneboot, viene collocata la zona più operativa e protetta dell’ufficio, quella delle scrivanie e delle sale riunioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo spazio agorà viene progettato a partire da una ricerca intorno al DNA progettuale dei prodotti Logitech. Un’identità formale che parte dall’ergonomia, ma che negli ultimi anni ha assunto connotazioni molto affilate e futuriste, sopratutto nei prodotti gaming.
Quello che una volta si chiamava sala d’aspetto, diviene lo spazio nel quale i valori aziendali vengono esplicitati e comunicati con decisione.
Partendo dalla forma, ergonomicamente studiata, dei mouse, abbiamo disegnato uno spazio avvolgente, che si richiude come una piazza.
Una conca spaziale, che deve la sua genesi formale alla concavità della mano che avvolge la sua protesi per eccellenza: il mouse!
L’Agorà di Logitech è un luogo dove si testano i prodotti ma dove soprattutto ci si incontra. Del resto il futuro dell’ufficio è oramai evidente: non più un luogo in cui “svolgere il lavoro”, ma un luogo dove si “discute di lavoro”. In altre parole, non più il luogo dell’esecuzione, ma il luogo del problem-solving, della collaborazione e dell’interazione umana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel centro dell’openspace, un unico pilastro strutturale campeggiava isolato e possente. Si è deciso di non tentare vani occultamenti, bensì, al contrario, di enfatizzare ancora di più la sua presenza, facendone il perno spaziale dell’ufficio. Interamente stonacato fino al cemento grezzo, ad esso sono tassellate lunghe mensole d’acciaio a sbalzo.
Nel loro affilarsi verso le estremità investigano un linguaggio che cerca analogie con i mouse da gaming.
Gestire la presenza del colore a partire dalla complessa palette di Logitech è stato fin da principio piuttosto arduo.
L’ufficio è stato così concepito come un paesaggio in bianco e nero.
Mobili, accessori e muri rigorosamente bianchi sono racchiusi verticalmente dentro due campiture nere, il pavimento e il soffitto, ad enfatizzare l’orizzontalità panoramica dello spazio.
Il pavimento è un tatami vinilico intrecciato che copre il pavimento esistente. Una volta srotolato e incollato, diviene un pavimento continuo, senza alcun giunto. A differenza di cementi e resine rimane molto morbido al calpestio, restituendo ottime performance di abbattimento acustico.
Per quanto riguarda il soffitto si è deciso di smontare l’opprimente controsoffitto esistente. Tutti gli impianti tecnici e i canali dell’aria sono a vista, ma dalla quota di 270 cm, tutto è verniciato di nero opaco.
Le nuove lampade a sospensione led si impostano su tale quota, cosicché di fatto il soffitto sparisce in controluce.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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