SCUOLA ALPAGO

       

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SCUOLA ALPAGO

 

Localizzazione_Puos d’Alpago, Alpago, Belluno

Progetto_2018

Superficie_4064 mq

Committente_Comune di Alpago

Prestazione_Concorso di progettazione, progetto finalista, quarto posto

Gruppo di progettazione_LAD Laboratorio di Architettura e Design + HYPNOS

 

Il concorso, bandito a settembre del 2018 dal Comune di Alpago, riguardava la demolizione di un vecchio edificio scolastico, l’edificazione di una nuova scuola media in più fasi costruttive, la sua connessione alla palestra esistente e la riorganizzazione di tutta l’area esterna.
Questo progetto vuole dimostrare che la forma architettonica della scuola, nella sua fase finale, rappresenta una crescita logica e coerente dell’edificio del primo stralcio. Una crescita, non un’aggiunta di pezzi o di padiglioni.
Questo principio generatore trova una somiglianza, concettuale ed estetica (nel senso etimologico del termine), con l’antico gioco del Tangram: il quadrato di partenza rappresenta in astratto il programma del bando, così come i pezzi che lo compongono sono le singole funzioni. Nella logica della “crescita”, il progetto può dirsi completo una volta che sono stati sensatamente aggregati tutti i pezzi.

 

L’edificio nella fase 1
L’intervento della prima fase, rappresentato in nero nelle piante, è composto da un corpo lineare a due livelli parallelo a via De Gasperi, contenente tutte le funzioni didattiche (le aule, i laboratori, gli spazi per le attività speciali ecc.), e da uno spazio a doppia altezza che piega verso via al Lago e che contiene tutte le funzioni amministrative ed una grande Agorà passante con due accessi: il primo consente di mantenere inalterato l’accesso privilegiato e preesistente da via al Lago, il secondo, su via De Gasperi è strategicamente importantissimo per i percorsi.
All’interno dell’Agorà a doppia altezza è posizionata la scala principale, che è a sua volta composta dalla rampa vera e propria e da una serie di gradoni che la rendono utilizzabile anche come auditorium, come spazio relazionale o per attività integrative. In questo modo l’Agorà diventa uno spazio pubblico in cui convergono i connettivi orizzontali e verticali, su cui si affacciano gli spazi comuni, la biblioteca, le funzioni amministrative e la connessione con le aree didattiche.

 

L’edificio nella fasi successive
La seconda fase costruttiva consiste nell’allungare il fabbricato verso via al Lago, nell’area un tempo occupata dalla scuola demolita, con un corpo di fabbrica che contiene gli uffici del plesso scolastico, la biblioteca comunale ed un portico di ingresso, rappresentati in arancione nelle piante. Questa strategia consente di raggiungere 3 importantissimi obiettivi:
• Consente in primis di ottenere, al termine dei lavori, un fabbricato unico, contenente tutte le funzioni richieste dal bando, evitando di confinare la biblioteca e gli uffici del plesso in un padiglione distaccato o in un corpo di fabbrica lontano dall’ingresso principale e dalla Agorà.

• In secondo luogo tale aggiunta rende possibile la connessione interna tra l’Agorà e la palestra.
• La costruzione dei nuovi volumi, disposti perpendicolarmente all’asse della palestra, consente di schermare quest’ultima, in modo tale che non si abbia percezione di essa entrando nell’istituto dall’ingresso principale su via al Lago e minimizzando pertanto l’inevitabile differenza tra le architetture del nuovo e del vecchio edificio.
Durante la fase di demolizione della vecchia scuola e durante i lavori di costruzione del secondo stralcio, l’accesso principale all’edificio sarà garantito dall’ingresso su via De Gasperi, la cui importanza strategica è sintetizzata dallo schizzo dell'”agorà passante”. Tale schizzo chiarisce anche il significato spaziale dell’agorà, che si configura come l’elemento di connessione tra lo spazio esterno su via al Lago e quello su via De Gasperi, come se fosse una strada o una piazza coperta. Non a caso, già nella fase 1, le sue pareti interne sono trattate come i prospetti esterni.
Una volta terminata la fase 2, è possibile espandere ulteriormente l’edificio, stavolta in corrispondenza del terminale Sud, con l’aggiunta di una sezione composta di tre aule, di altri spazi didattici e della mensa. Anche la costruzione degli spazi relativi alla terza fase è rappresentata in arancione nelle ed emerge dal confronto fra le due assonometrie: le nuove aule vengono realizzate tamponando e chiudendo la terrazza presente sul fronte Sud.
La mensa è un corpo di fabbrica triangolare che si pone come stensione sul fronte Sud. Viene realizzato con struttura portante autonoma ed è collegato ai connettivi orizzontali dello spazio didattico. Il posizionamento della mensa sul fronte Sud consente anche di differenziare l’accessibilità e i parcheggi riservati all’istituto scolastico dallo spazio necessario all’approvvigionamento del locale mensa.
La fase 2 e la fase 3 sono tra loro cronologicamente invertibili, o possono anche essere eseguite contemporaneamente.

 

Le caratteristiche dell’edificio
Dal punto di vista architettonico la nuova scuola si compone come un edificio lineare con coperture inclinate, sia nella prima fase sia nella configurazione finale. Viene indagato il tema del tetto a falda in un disegno contemporaneo che non indulge a storicismi ma cerca un’integrazione con il contesto di Puos d’Alpago. Riscoprire alcuni caratteri dell’architettura locale vuol essere un tentativo di ristabilire un’identità costruttiva in un territorio troppo a lungo banalizzato da edilizia standard.
I movimenti delle falde e il rivestimento in doghe di legno consentono di raggiungere tre importanti obiettivi:

• Permettono un dialogo con l’architettura del luogo, caratterizzata dall’utilizzo del legno e degli spioventi. Il “Tabià”, fienile e ricovero per animali tipico della provincia bellunese, è il riferimento architettonico più diretto, sia per quanto concerne la forma, sia per quel che riguarda l’iconografia.
• Raccordano i due piani del corpo lineare bi-livello con l’agorà e con il portico;
• Conferiscono all’edificio un tono domestico ed informale, adatto a mettere a proprio agio gli studenti;
Dal punto di vista ambientale è molto importante considerare l’orientamento dell’edificio: il corpo lineare a due livelli, che contiene le aule, è orientato sulla direttrice sud-ovest/nord-est, in questo modo tutte le aule godono della radiazione diretta della luce solare (e dei relativi guadagni termici) durante la mattina; l’agorà è invece orientata sull’asse ovest/est ed è quindi esposta a sud, in modo che possa massimizzare i guadagni termici a metà giornata. Questa strategia consente un grande risparmio energetico e dunque contribuisce ad un minore utilizzo dell’impianto di riscaldamento.
Infine, per quanto concerne l’aspetto tecnologico, la struttura portante dell’edificio è pensata con l’utilizzo dei pannelli portanti in legno del tipo X-Lam.
Le facciate verticali sono dotate di doppio strato di isolamento a cappotto in PET riciclato dello spessore complessivo di cm 20 e sono rivestite con un sistema di dogato verticale a giunto aperto in legno di abete rosso, utilizzando il legno accumulato dalla catastrofe climatica avvenuta di recente in Veneto.

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