STONE CITY HEADQUARTERS

       

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

STONE CITY HEADQUARTERS

 

Localizzazione_Bolgare, Bergamo, Italia

Anno_2017

Superficie_630 mq

Committente_Granulati Zandobbio spa

 

In un deliberato intento di andare oltre il mero disegno di un edificio, il nostro progetto ricalibra l’impatto visivo di Stone City a partire dalla percezione statisticamente predominante: quella di chi scorge il sito dall’autostrada A4 passando in automobile o in autobus.
L’attuale parco è un piccolo paradiso terrestre, ma per i milioni di automobilisti che transitano tra i caselli di Seriate e di Grumello Telgate, la sua apparizione di pochi secondi fatica a generare una chiara associazione con i materiali prodotti e posti in vendita dalla Granulati Zandobbio.
Alcune persone da noi intervistate associano l’area ad un vivaio!

Riteniamo fondamentale un efficientamento dell’approccio comunicativo che passa da tre operazioni progettuali di seguito descritte.

 

1_The Stone Garden
Il vasto lotto a disposizione, che connette l’accesso dalla strada provinciale con l’attuale giardino espositivo, viene trattato una sorta di enorme vetrina e quindi trasformato in un autentico giardino di pietra.
Quale prodotto migliore da mettere in scena se non quello che da il nome all’azienda? il granulato.
Dovranno bastare pochi istanti per percepire un messaggio essenziale: una pavimentazione esterna in granulati di pietra è una soluzione di grande bellezza.
Poche alberature ad ombreggiare sinusoidali percorsi pedonali e qualche specchio d’acqua accompagnano una grande installazione di land art composta da campiture di granulati di rocce diverse posati sopra il supporto Gravelfix.
Lungo tutto il lato nord un grande muro di StoneBox divide il parco dalle aree industriali.

 

2_The Stone House
Il nuovo edificio di rappresentanza appare come un tempio immerso nel giardino della Stone City, è punto di convergenza di tutto il lotto, ed è interamente rivestito di marmo di Zandobbio. Come un contemporaneo Taj Mahal si staglia nel paesaggio, genera curiosità e mistero, invogliando la visita.
La Stone House ha pianta circolare, non si oppone ai flussi, ma al contrario, come nella vicina Torre dei Venti presso il casello autostradale di Bergamo, non mostra in nessun lato un retro e in qualsiasi punto è accessibile.
Il pianoterra è totalmente vuoto e aperto a qualsivoglia disposizione. Fanno eccezione gli ambienti della reception, i bagni e i collegamenti verticali che vengono riuniti all’interno del core strutturale dell’edificio.
Come un grande macchinario di cava, il volume degli uffici è sospeso sopra la hall: nessun pilastro o muro a ridurre le possibilità di programmazione spaziale.
Al secondo piano, vi è l’area più informale di coworking e una balconata che si affaccia sulla hall.
L’edificio è costituito da un telaio di acciaio, irrigidito da un nucleo strutturale di calcestruzzo armato, ma la sua epidermide è interamente composta da monoliti di pietra che sostengono balconate aperte.
Questa facciata è realizzata in pietra strutturale, ad affermare la potenza del materiale lapideo, con una disposizione verticale che rieccheggia i tagli di cava.
La doppia pelle protegge dal rumore dell’autostrada e svolge un controllo solare efficiente.

 

3_The Big Logo
Nella vastità del paesaggio autostradale un totem rischia di passare inosservato.
Il logo “STONE CITY” – nella sua massima leggibilità, ovvero in orizzontale – viene
poggiato sopra il tetto del costruendo capannone. Una scritta bianca, gigante, come quella celeberrima di Holywood sulle omonime colline, uno sfondo all’intero complesso che si staglia contro il cielo, identificando in maniera inequivocabile l’area espositiva.
In aggiunta ai tre grandi elementi caratterizzanti abbiamo ritenuto indispensabile prevedere un portale d’accesso al lotto.
Come in tutti i compound industriali la guardiola è posta all’ingresso del lotto, presenta una grande vetrata dietro alla quale sta un bancone di prima reception, il tutto riparato da una grande tettoia.

 

 

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