Magic Box

       

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MAGIC BOX

 

Localizzazione_Milano, Italia

Anno_2016

Superficie_55 mq

Committente_Privato

Prestazione_Progettazione preliminare, esecutiva e direzione di cantiere

 

Il progetto di ristrutturazione di questo appartamento collocato al piano rialzato di un caseggiato anni ’30 di Milano scaturisce dalla decisa volontà del cliente di realizzare un interno di alta qualità architettonica pur nella piena consapevolezza di un budget limitato.

La situazione ante operam dell’appartamento era pessima: varcato l’ingresso un interminabile corridoio lungo oltre nove metri finiva contro un muro cieco, lì due porte contrapposte davano la possibilità di entrare nella camera da letto, esposta verso la strada pubblica a sud, oppure nella zona giorno con angolo cottura, esposta verso la corte interna a nord.

Subito si è deciso di ribaltare l’orientamento delle funzioni, portando la zona giorno verso l’esposizione più soleggiata e dando invece alla camera il più silenzioso affaccio interno.

Ma non si è trattato di una semplice inversione. Pur minimizzando le demolizioni murarie, il layout della casa è stato sottilmente rivoluzionato. Laddove vi erano due stanze, si è creato un unico openspace con al centro un volume ligneo: una scatola magica!

Nel lato prospiciente la zona giorno essa contiene la cucina, mentre verso la zona notte una cabina armadio.

Tramite una porta con apertura a bilico a tutta altezza è sempre possibile chiudere la camera da letto, ma nell’uso quotidiano essa rimane aperta, valorizzando il doppio affaccio dell’appartamento.

La Scatola Magica è un elemento d’arredo su disegno, ma nonostante ciò assolutamente low-cost.

È stata montata in pochi giorni e si compone di un telaio di ferro (profili scatolari 40×40 mm) rivestito di pannelli multistrato di faggio (spessore 18 mm) i cui giunti sono stati successivamente coperti da un ulteriore telaio di ferro (profili scatolari 20 x 20 mm).

La cucina è composta da elementi Ikea rivestiti da pannelli multistrato più sottili, mentre l’attrezzatura interna della cabina armadio è risolta con gli stessi profili d’acciaio tagliati e saldati in loco.

Durante il cantiere si è scoperto, sotto un finto parquet di plastica, l’originale pavimento in cementine. Non è stato facile domare un campo fiorito i cui riquadri tendevano a confliggere con il nuovo disegno di pianta.

Grazie ad un materiale innovativo e dalle proprietà straordinarie come il microcemento – fornito da Pancotti Superfici – che è stato applicato sia sopra il massetto che in sovrapposizione alle cementine (spessore finale <1,5 mm), si è raggiunta una mediazione tra l’idea originaria di layout e l’inaspettato affioramento di cantiere.

La presenza delle cementine degli anni ’30 ha influenzato il progetto del bagno che, con una scelta al di là delle mode, si basa su un rivestimento in grandi lastre di Marmo di Carrara abbinato a rivestimenti in microcemento grigio, specificatamente per la seduta nella doccia e per la console lavabo.

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