Casa di cura “La Cigale”

       

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DETTAGLIO

 

 

 

CASA DI CURA  “LA CIGALE”

 

Localizzazione_Chemin de la Cigale, Lausanne, Svizzera

Anno_2015/2016

Superficie_4714 mq

Committente_Fondation Le Marronnier

Prestazione_Concorso di progettazione in unica fase

Gruppo di progettazione_HYPNOS + LAD Laboratorio di Architettura e Design

 

Périscope
Per l’EMS La Cigale abbiamo immaginato un edificio che funzioni come un periscopio.
Un edificio che, minimizzando la sua impronta a terra, si sviluppi in altezza fino a portare i suoi utilizzatori a poter godere della vista del lago da un’ampia terrazza.

Impianto urbanistico
Come avviene nel vicino EMS Les Pins, il lotto destinato all’edificazione non offre grandi spazi all’aperto.
I giardini paiono, come spesso accade, destinati ad occupare quella fascia profonda dai sei agli otto metri, ottenuta dal mero rispetto delle distanze legali dai confini.
In un’ottica di densificazione delle aree urbane, finalizzata alla salvaguardia del paesaggio naturale e agricolo del nostro territorio, questa condizione può essere ritenuta accettabile a patto che l’architettura si sforzi di immaginare soluzioni nuove.
Il lotto è ulteriormente penalizzato dalla presenza su tutti i lati di strade o parcheggi, eccetto il lato nord, dove però il terreno sale ripido e la mole del futuro edificio non permetterà un buon irraggiamento solare.
Si è dunque pensato alla possibilità di sfruttare il tetto piano dell’edificio facendolo diventare un giardino pensile.
Il piano attico è metaforicamente la lente sommitale del periscopio, lo strumento che dona ai residenti e ai visitatori dell’EMS una inaspettata visione del meraviglioso paesaggio del Lac Leman.

L’accesso al sito avviene dal Chemin de la Cigale in due punti.
Uno è in posizione centrale e prevede sia una piazzetta pedonale che una piccola area di kiss&ride.
L’altro è posizionato all’estremità ovest ed è prevalentemente carrabile, conduce ad una zona di parcheggi all’aperto, all’ingresso per i parcheggi sotterranei, ben visibile dalla strada, e infine al cortile tecnico sul retro dell’edificio.

Impianto architettonico
L’edificio è composto da tre volumi sovrapposti, corrispondenti a funzioni diverse di cui si ritiene corretto evidenziare la parziale autonomia.
Il basamento al pianoterra, dedicato alla hall di ingresso, alla mensa, alle sale polivalenti e alle funzioni tecniche necessitanti un agevole accesso carrabile, avanza rispetto al resto dell’edificio fino al limite des constructions, accogliendo le persone con una grande nicchia in grado di riparare dalle intemperie sia l’accesso pedonale che il piccolo kiss&ride.
Il soprastante corpo principale è di quattro piani, contiene le unités de soins su due piani ciascuna, come da richiesta del bando.
Infine l’attico, che, essendo arretrato, dalla strada è praticamente invisibile, raggruppa in un ala le funzioni amministrative, ivi comprese l’ufficio della direzione e nell’altra ala le sale del bagno terapico e dello spazio welness a servizio dei residenti.
Tutto intorno al volume vetrato dell’attico il y a une terrasse d’été distribuée directement par le monte-lits. Elle offre aux résidents des unités de vie, même alités, un espace extérieur supplémentaire pour profiter de belles journées ensoleillées.
I tre volumi hanno una matrice formale triangolare che di fatto annulla il prospetto nord, aprendosi generosamente verso sud.
Nel baricentro è posto un nucleo strutturale di forma triangolare, che assume funzione di collegamento verticale tramite un ascensore ed un montaletti. Si è preferito non posizionare le scale di sicurezza nel core, bensì ai bordi estremi dell’edificio, per una miglior sicurezza antincendio.
L’impianto triangolare determina fortemente il disegno di pianta in tutti i piani.
Al pianoterra fa assumere alla hall una forma convergente dall’esterno all’interno o se si vuole di apertura verso il soleggiato fronte sud.
Ai piani superiori il core triangolare genera una interessante disposizione delle camere a fulcro: ciò permette corridoi molto brevi, che terminano con dei piccoli salotti.
Il disegno della camera singola, segue in maniera fedele le prassi consolidate degli EMS.
La progettazione si è concentrata sul rapporto con la facciata.
Abbiamo introdotto una panca fissa per fare in modo che i visitatori possano trovare facilmente posto a sedere o appoggiare oggetti, senza ingombrare la stanza di quelle tristi seggiole, che negli ospedali, rimangono sovente al capezzale dei letti anche dopo che gli ospiti se ne sono andati.
La panca è invece un elemento della tradizione alpina che richiama momenti di convivialità e dona alla stanza una elegante immagine da salotto.
Costruttivamente ci permette di creare un elemento tipologico di facciata alternativo sia alla banalità della finestra classica che alla finestratura a tutt’altezza, a nostro avviso poco indicata per il comfort dell’anziano.

Materiali e tipologie costruttive
L’edificio è concepito per ragioni di economia come un semplice telaio in cemento armato sormontato da un attico, costituito invece da un leggero telaio metallico.
Il basamento è tamponato in facciata con pannelli di GRC a tutta altezza, l’immagine restituita è quella di una solidità adatta ad un corpo edilizio che si incunea nel terreno.
Fa da contrappunto la zona dell’ingresso, in nicchia, che viene interamente foderata di legno.
Le vetrate sono volutamente limitate in estensione, nel tentativo di creare un ambiente domestico e protetto.
Una trave d’acciaio alta 50 centimetri divide il basamento dal corpo superiore percorrendo l’intero perimetro dell’edificio senza soluzione di continuità.
Il corpo delle unités de vie è rivestito con mattone scuro di tonalità identica al GRC.
Il mattone è sempre la scelta migliore per gli EMS: un materiale caldo, tradizionale e insieme contemporaneo, che garantisce una durabilità incomparabile con gli altri sistemi di facciata.
Gli infissi sono in legno di larice, ad un’anta battente e integrano in uno stesso elemento ligneo che sporge dal filo della facciata degli scuretti scorrevoli movimentabili facilmente dall’interno degli ambienti.
Ai tre cantonali dell’edificio si propone un parziale traforo della muratura, affinchè le scale di emergenza possano essere utilizzate quotidianamente, grazie alla generosa illuminazione naturale. Una soluzione che alleggerisce il carico d’utilizzo degli ascensori e da la possibilità, ai residenti che lo desiderano, di esercitare un discreto allenamento fisico.

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